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109 - Solitary
ITA - Solitudine
Episodio dedicato a Sayid
Data messa in onda USA: 17/11/2004
Vediamo
Sayid seduto solo, su una parte di spiaggia che
non conoscevamo. Sta fissando una fotografia che
ritrae il volto di una donna, dal capo coperto
e dai tratti somatici capiamo che è araba.
La foto è quella che Claire gli ha consegnato
nell’episodio “Walkabout”. Sayid
accarezza amorevolmente la foto e la ripone con
cura nello zaino per poi riprendere il suo cammino.
La sua attenzione viene improvvisamente attirata
da qualcosa: si china a terra e trova un enorme
cavo elettrico che spunta dal mare e prosegue
nella giungla. Sayid decide di seguirlo.
Sulla spiaggia ci sono Kate e Jack che parlano,
la donna dice a Jack di essere preoccupata per
Sayid perché sono passati 2 giorni dalla
sua partenza. Jack la rassicura spiegandole che
è un militare addestrato e che sa cavarsela.
Nella giungla vediamo Sayid seguire il cavo e
fermarsi di scatto. Ha visto a terra un filo che
se toccato attiva una trappola. Lentamente lo
scavalca, ma si accorge subito che aveva lo scopo
di fargli fare proprio quello. Si ritrova sollevato
per una gamba, con la testa verso il basso, appeso
ad un albero. Non può che stare lì
a pregare, ma sente un rumore: urla aiuto dalla
frustrazione e qualcuno taglia con un machete
la corda. Sayid cade a terra e prima di svenire
vede una figura venirgli incontro.
Alle caverne, Jack si dedica alle varie indisposizioni
dei sopravvissuti. Hurley fa notare che sembrano
tutti mentalmente e fisicamente esausti. Il dottore,
con ottimismo, gli risponde che almeno sono tutti
vivi e dovrebbero esserne felici.
Sayid lentamente riprende conoscenza e sente una
voce femminile chiedergli dove si trovi un certo
Alex. Quando Sayid non risponde, la figura attiva
un generatore di elettricità che manda
la scossa al nostro povero soldatino steso su
un letto di metallo. L’uomo prega la figura
di fermarsi e le dice di non conoscere nessun
Alex. Purtroppo non serve: l’elettricità
viene riattivata mostrandoci un tremante Sayid
in preda al dolore.
Flashback: un giovane Sayid,
in tenuta militare, interroga un uomo legato ad
una sedia. Sayid lo picchia violentemente fino
a farlo cedere. Il suo superiore Omar ne è
favorevolmente colpito e lo promuove. Uscendo
dalla stanza di interrogazione, i due incrociano
una donna che viene trascinata via. Sayid e la
donna incrociano lo sguardo e noi capiamo che
i due si conoscono.
Siamo
alle caverne, Hurley viene risvegliato dall’arrivo
di Locke con una serie di valigie recuperate insieme
ad altri sopravvissuti. Hurley comincia a mettere
in ordine gli oggetti e Walt si avvicina a Locke
per chiedergli di andare a cacciare con lui. Locke
sta per rispondere ma interviene Michael che proibisce
al figlio di seguire l’uomo.
Sayid è ancora sotto la tortura delle scosse
elettriche. L’uomo grida di smetterla e
di non conoscere nessun Alex. Racconta di essere
sopravvissuto ad un incidente aereo e di aver
ascoltato un messaggio via radio vecchio di 16
anni, inviato da una donna francese. Quando il
carceriere ripete il messaggio in francese, Sayid
capisce che è proprio lei l’autrice
del messaggio. La donna viene finalmente inquadrata
mostrandoci un volto selvaggio. Comunica a Sayid
di sapere chi lui sia veramente e poi lo colpisce
facendolo svenire di nuovo.
Una volta ripresosi, Sayid vede che la donna francese
sta rovistando nel suo zaino. Si guarda intorno
e vede una giacca militare con una targhetta che
reca il nome Rousseau. Lo dice a voce alta, ma
la donna si insospettisce ancora di più.
Poco dopo trova la foto della donna nello zaino
e chiede a Sayid chi sia.
Flashback: la prigione in cui
abbiamo visto il giovane Sayid prima. Gli è
stato assegnato un nuovo prigioniero da interrogare,
ma appena entra nella cella scopre che non si
tratta di un prigioniero qualunque: è la
donna che ha incontrato prima. Lei lo chiama per
nome e scopriamo che i due sono cresciuti insieme
e che lei si chiama Nadia. La donna si chiede
come abbia fatto il ragazzo che le piaceva tanto
da piccolo a diventare un servo del regime Hussein.
Mostra poi le cicatrici di precedenti interrogatori
e informa Sayid che non parlerà. “Allora
dovrò farti del male”, “lo
so” risponde la donna.
Torniamo al presente. Rousseau vuole sapere se
la donna della foto si trovi sull’isola.
Sayid le risponde che la donna è morta
per colpa sua. La rivelazione sembra ammorbidire
la donna che confessa di chiamarsi Danielle e
di sapere cosa significhi perdere una persona
amata. Sayid chiede se si tratti di Alex (il nome
più volte ripetuto durante la tortura),
ma lei risponde che si tratta di Robert, un collega
scienziato naufragato insieme a lei sull’isola
quando la loro nave affondò anni fa.
Nel
frattempo, alle caverne, Michael sta spiegando
a Jack il suo progetto per costruire una doccia,
quando arriva Charlie che li porta su una collina
erbosa. Hurley ha trovato una sacca da golf e
si è dedicato a costruire un campo di due
buche, per sollevare un po’ gli spiriti.
Torniamo nel nascondiglio di Danielle. La donna
mostra a Sayid un carillon regalatole da Robert.
Sayid si offre di aggiustarlo a patto che lei
gli sleghi le mani. La donna si avvicina ad un
mobiletto e tira fuori una vecchia siringa di
vetro, la pulisce dalla ruggine e si lancia sulla
gamba di un urlante Sayid. Quando l’uomo
rinviene si ritrova seduto ad una tavolo, i piedi
legati e il carillon pronto davanti a lui per
essere sistemato. La donna parla della presenza
di “altri”, ma quando Sayid gli chiede
se abbia visto altre persone sull’isola,
lei risponde di no. Li sente nella giungla, sussurrano…
Flashback: Sayid entra nella
cella di Nadia portando del cibo. È visibilmente
preoccupato per lei. Mostra alla donna delle foto
e le chiede di annuire semplicemente per indicare
chi è implicato nel piano di esplosione
di una bomba sul quale stanno investigando. Basterebbe
questo a dargli la possibilità di farla
scarcerare. Nadia declina l’offerta nonostante
rivolga uno sguardo di riconoscenza a Sayid.
Torniamo al presente dove Sayid in poco tempo
ripara il carillon della donna francese, mentre
lei si lascia trascinare dai ricordi legati alla
musica. Sayid ne approfitta per chiederle con
dolcezza di liberarlo. Le racconta che gli altri
hanno bisogno di lui, che devono stare uniti e
lavorare insieme per riuscire a salvarsi. Danielle
risponde che non può liberarlo, che lui
ha bisogno di lei per sopravvivere. Durante il
litigio si sente improvvisamente un ringhio provenire
da fuori. Danielle afferra immediatamente un fucile,
delle munizioni e un coltello sostenendo che se
si tratta di un orso: la cena è assicurata.
Mentre la donna sale la scala per uscire dal nascondiglio,
Sayid la avverte che potrebbe trattarsi del mostro.
“Povero Sayid, i mostri non esistono”.
Appena la donna è fuori, Sayid apre il
palmo della mano rivelando di aver trafugato un
piccolo cacciavite. Lo usa per liberarsi e in
fretta raccoglie tutti i suoi effetti. Afferra
velocemente anche le mappe e le carte che trova
sul tavolo, le mette nello zaino e, infine, prende
un fucile ed esce.
Flashback:
al giovane Sayid è stato ordinato di fucilare
Nadia. Cerca di guadagnare tempo ma Omar gli ordina
di sbrigarsi – sono passati mesi e la donna
non ha mai parlato. Sayid accompagna Nadia verso
la stanza dove avverrà la fucilazione.
Raggiunta la stanza, Sayid manda via le altre
guardie e tolto il cappuccio alla donna, la accompagna
ad una porta. La informa che fuori c’è
un camion in partenza per Baghdad. Se si sbriga,
potrà nascondersi nel camion e scappare
senza essere vista. Mentre la libera dalle catene,
sopraggiunge Omar chiedendo cosa succede. Lo sguardo
di Sayid risponde per lui, Omar estrae la pistola
ma il nostro soldato spara per primo. Nadia prega
Sayid di scappare con lei, ma lui risponde che
non può: se diserta, l’esercito di
Saddam sterminerà la sua famiglia. Nadia
scrive velocemente qualcosa sul retro della fotografia
che abbiamo già visto, poi corre fuori
dalla porta.
Torniamo alla giungla, Sayid zoppica vistosamente
e si sforza di correre. Sente qualcosa arrivare
e si nasconde appena in tempo: è Danielle
che lo cerca. Si alza e le punta il fucile contro
intimandole di gettare il suo. La donna non getta
l’arma. Se non lo farà, Sayid dovrà
spararle. Danielle ignora l’ordine e alza
il fucile in posizione di fuoco. Sayid è
costretto a premere il grilletto… ma non
succede nulla. Danielle aveva rimosso il percussore.
Avviene perciò uno scambio accorato e alla
fine la donna concede la libertà a Sayid,
rifiutandosi però di andare con lui. Un’ultima
domanda da parte di Sayid: “chi è
Alex?”. La donna risponde: “Alex era
mio figlio”.
Nel frattempo nel campo da golf improvvisato,
i sopravvissuti sono tutti radunati per il primo
torneo. Si scontrano Jack, Michael e Charlie.
Sembra che le persone siano tornate a ridere per
la prima volta dopo l’incidente. Alla fine
anche Sawyer si unisce all’allegro momento.
Non tutti però sono presenti sul campo
da golf: Locke è nella giungla ad esercitarsi
nel lancio dei coltelli. Emerge Walt che chiede
a Locke di insegnargli a tirare. Dopo un attimo
di esitazione, l’uomo porge il coltello
al bambino.
Col giungere della notte, vediamo un Sayid distrutto
lottare per ritrovare la strada che lo riporti
alla spiaggia. Il vento smuove i rami e per un
momento Sayid crede di udire qualcosa… voci
che sussurrano.
Riassunto a cura di Fraska, liberamente tradotto
dal sito: ABC
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