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124 - Exodus (Part 3)
ITA - Esodo (Parte 3)
Data messa in onda USA: 25/5/2005 Torna
alla prima parte del riassunto
Alle
caverne Sun fa del suo meglio per confortare Claire
del rapimento del bambino; le dice che Charlie
lo porterà indietro. La ragazza è
scettica e le chiede come possa esserne sicura.
La donna le risponde che ne è sicura perché
Charlie lo ha promesso.
La scena si sposta su Charlie che corre nella
giungla insieme a Sayid alla ricerca del bambino
quando vedono un fagotto ai piedi di un albero.
Charlie è sicuro che sia il bambino e senza
accorgimenti e nonostante gli avvertimenti di
Sayid prende il fagotto in braccio scoprendo che
è vuoto: è solo una trappola. Rimuovendo
il peso del fagotto il ragazzo aziona la trappola
e delle rocce cadono dai rami dell’albero
ferendolo alla testa. La ferita sanguina abbondantemente
e Sayid lo consiglia di tornare indietro. Il ragazzo
però non vuole sentire ragioni e chiede
all’uomo di utilizzare le sue conoscenze
di soldato per chiudere la ferita. Sayid tentenna
per un attimo poi prende un proiettile e svuota
la polvere da sparo che vi è contenuta
sulla ferita. Avverte Charlie che sarà
doloroso, poi accende un fiammifero. L’inquadratura
si allontana mentre sentiamo le urla del ragazzo.
Flashback: in una stanza di albergo.
Il sole è già alto ma Hurley che
dorme profondamente non si rende conto dell’ora.
Improvvisamente un rumore gli fa aprire gli occhi
e quando guarda la sveglia si rende conto che
non funziona. Cerca di accendere la luce ma anche
quella sembra non funzionare a causa della mancanza
di elettricità. Quando Hurley realizza
che ora è si rende conto che rischia di
perdere il volo, cosa che non può succedere
visto che deve essere a casa per il giorno dopo,
data del compleanno di sua madre.
Dopo una serie di disguidi con l’automobile,
l’aereo e così via, durante i quali
vediamo i numeri comparire nei luoghi più
impensati, Hurley riesce ad arrivare al check
in proprio nel momento della chiusura del volo.
Prega l’hostess di farlo salire a bordo:
la donna dopo aver controllato la situazione gli
permette di passare affermando: “Questo
è il suo giorno fortunato”.
Di nuovo nella giungla, Hurley sussurra la sequenza
di numeri in continuazione. Kate lo sente e gli
chiede spiegazioni credendo che abbiano un significato
particolare per lui, ma il ragazzo risponde che
“sono solo numeri”.
Jack
e Locke, poco avanti, stanno parlando della reazione
di Locke quando, catturato dal “mostro”,
stava per precipitare nel buco. Ben presto la
discussione si accende e si sposta sulle differenze
tra i due. Locke afferma di essere un uomo di
fede, e questo, essendo Jack un uomo di scienza,
li pone in contrapposizione. L’uomo crede
che l’isola li abbia portati lì per
una ragione, per seguire un determinato percorso,
un percorso che termina proprio al portellone.
Gli eventi li hanno portati lì per aprirlo.
Jack replica sostenendo che si accingono ad aprirlo
solo per riuscire a sopravvivere, e che non crede
nel destino. Locke gli risponde: “Sì,
tu ci credi. È solo che ancora non lo sai”.
Sulla zattera, intanto, Michael e Sawyer, preoccupati
per le batterie, discutono sul numero di volte
che devono utilizzare il radar che gli ha fornito
Sayid. La discussione si sposta su altri argomenti
e quando Sawyer accenna alla mancanza di disciplina
con cui Michael sta allevando suo figlio, l’uomo
lo provoca scoprendo così che il padre
di Sawyer si è ucciso quando lui aveva
solo 8 anni. La scoperta fa intuire a Michael
che Sawyer può avere solo due motivazioni
per intraprendere una follia come quella di partire
con la zattera: fare l’eroe o morire. Quando
pone la domanda all’uomo, la risposta che
riceve è chiara: ”Non sarò
mai un eroe”. Improvvisamente il radar emette
un suono, i due non credono ai loro occhi: il
monitor mostra un contatto presente alle ore 8.00.
Qualcosa è lì fuori.
Flashback: aeroporto di Sydney.
Locke sta aspettando di salire a bordo dell’aereo
quando l’addetto al gate lo informa che
la carrozzina che utilizzano per trasportare i
passeggeri portatori di handicap non si trova
e che quindi lo dovranno trasportare a braccia.
Mentre un’espressione di frustrazione compare
sul suo volto la scena si sposta nella giungla
dove un Locke completamente diverso, sta guidando
gli altri verso il portellone mentre spiega come
utilizzare l’esplosivo.
Nel frattempo Sayid e Charlie hanno raggiunto
la fonte del fumo, un falò che sta bruciando
in una parte nascosta di spiaggia. Si avvicinano
con le pistole in mano ma vedono che la zona è
completamente deserta, senza neanche un’impronta
sulla sabbia. Proprio mentre i due si chiedono
cosa stia succedendo sentono il pianto del bambino
provenire dalla foresta. Intimano quindi a Rosseau
di uscire allo scoperto: la donna si avvicina,
sta piangendo, mentre tiene il bimbo tra le braccia.
La donna afferma che l’unica cosa che voleva
era riavere sua figlia, e che sarebbe riuscita
nell’intento se avesse portato agli “altri”
il bambino. Charlie prende il bambino e la accusa
di aver inscenato tutto, ma la donna risponde
di aver sentito i loro sussurri, di averli sentiti
dire che sarebbero venuti per il bambino.
Di
nuovo al portellone, Locke e Jack finiscono di
preparare la dinamite, consapevoli del pericolo
che stanno correndo maneggiandola. Una volta pronti
Locke chiede agli altri di allontanarsi per trovare
riparo mentre lui accenderà la miccia.
Jack chiama Hurley che intanto sta facendo la
guardia alla dinamite rimasta, poi si avvicina
a Kate per ripararsi.
La ragazza vuole spiegazioni riguardo alla dinamite
che era finita nello zaino di Jack invece che
nel suo; Jack si altera e dice che tutti loro
vogliono che lui sia il leader fino a quando non
prende una decisione con cui loro non sono d’accordo.
Aggiunge che se lei vuole, può giudicarlo
ancora una volta, ma che in realtà se loro
sopravviveranno avrà bisogno di lei per
coprirgli le spalle, perché ben presto
“Locke sarà un problema”.
Intanto Hurley si sta avvicinando al portellone
per oltrepassarlo e raggiungere Jack e Kate, quando
vede i numeri impressi su una parte del portellone.
Spaventato comincia a gridare di fermarsi, di
non aprirlo perché i numeri sono sintomo
di qualcosa di malvagio. Jack, Kate e Locke non
sanno come reagire mentre Hurley continua a ripetere
di fermarsi. Locke però accende la miccia
ugualmente mentre Hurley tenta di spegnerla mentre
brucia, avvicinandosi pericolosamente alla dinamite.
Jack corre per fermarlo e poco prima dell’esplosione
riesce a gettarlo a terra, mentre il portellone
salta in aria.
Sulla zattera il radar continua a segnalare la
presenza di qualcosa che si sta avvicinando. Improvvisamente
però cambia direzione e sembra allontanarsi.
Sawyer vorrebbe utilizzare la pistola lanciarazzi,
ma Michael è riluttante perché preoccupato
che possano essere solo detriti. Mentre il segnale
si allontana diviene sempre più chiaro
che questa è la loro unica chance, visto
che possiedono un solo razzo. Walt lo prega di
provarci e Michael finalmente cede utilizzando
la pistola. Dopo qualche attimo di angosciante
attesa in cui sembra non accadere nulla il segnale
comincia a muoversi verso di loro. I quattro cominciano
a saltare, felici che la salvezza sia vicina.
Jin cerca di vedere qualcosa in lontananza e li
prega di fare silenzio e di ascoltare. Molto lontano
si comincia a sentire il rumore di un motore.
Finalmente una luce appare all’orizzonte:
una barca si sta avvicinando. I sopravvissuti
trattengono il fiato ormai certi che la loro avventura
sia finita.
Ma non lo è.
La barca arriva e quello che sembra iniziare come
un normale scambio di informazioni si trasforma
in qualcos’altro. I quattro uomini sulla
barca pretendono che gli sia consegnato Walt.
Michael prima sembra confuso, poi preoccupato.
Gli dice che non gli consegnerà nessuno,
mentre Sawyer lentamente cerca di prendere la
pistola nascosta nella sua cintura. Le cose si
stanno mettendo malissimo.
Uno
degli uomini sulla barca tira fuori la sua pistola
e – più velocemente di Sawyer –
spara. Sawyer viene colpito e cade in acqua e
Jin si getta in mare per aiutarlo. Quando Michael
si accinge ad aiutarli, uno degli uomini salta
sulla zattera e prende Walt, portandolo sulla
barca. Michael cerca di fermarli, ma viene picchiato
e gettato in acqua.
Uno degli aggressori lancia qualcosa sulla zattera,
che dopo qualche secondo esplode. Mentre Michael
riemerge tra i rottami, sente le urla del figlio
che lo prega di salvarlo, intanto la barca si
allontana nella notte. L’uomo grida e resta
a guardare mentre suo figlio viene portato via.
Claire attende in un angolo delle caverne che
qualcuno torni a darle notizie quando Sayid e
Charlie, che tiene il bambino tra le braccia,
fanno ritorno. Claire è felice, tutto il
campo si stringe intorno ai salvatori. Sayid si
sposta verso la cascata per sciacquarsi, Shannon
lo raggiunge e lo abbraccia, non più arrabbiata
con lui ma solo sollevata che lui sia tornato.
La scena si sposta su Charlie e Claire, il primo
cerca di medicarsi la ferita come meglio può,
l’inquadratura scende: dalla sua borsa fuoriesce
la statuetta della madonna contenente l’eroina.
Flashback: siamo all’interno
dell’aereo, i passeggeri cominciano ad occupare
i posti sul volo Oceanic 815. Ed è qui
che, con una carrellata, vediamo tutti i protagonisti,
chi si appresta a cercare il proprio posto, chi
a meditare sugli eventi che l’hanno portato
lì, chi a chiedersi che cosa accadrà
nel futuro. Quattordici sconosciuti, ignari di
quello che il destino gli sta per riservare: una
catastrofe che porterà i loro cammini ad
incrociarsi irrimediabilmente.
Di nuovo sull’isola, Locke, Jack, Kate e
Hurley escono fuori dai loro ripari nella giungla
per osservare il risultato dell’esplosione.
Il portellone è divelto: Jack e Locke lo
spostano, poi con le torce cercano di illuminarne
l’interno. Guardano verso il basso e ciò
che vedono è assolutamente inaspettato.
Una scala percorre le pareti di un profondo tunnel...
Riassunto a cura di Fraska ed Anya, liberamente
tradotto dal sito: ABC
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